sabato 25 giugno 2016



Avvistato a Genova vicino a Brignole 

Mai visto niente di più simbolico sul predominio del consumismo . Esautorata la parabola evangelica della cacciata dei mercanti dal tempio anche se in questo caso si tratta di una cappella sconsacrata da cui si è salvata la statua della Madonna. Nonché per dirla con Pasolini la dittatura del consumismo . Il poeta negli Scritti corsari infatti aveva profeticamente detto che nel futuro più che ai fascismi tradizionali avremo assistito al nascere della cosiddetta dittatura del consumismo . Il feticcio del Dio Denaro ha vinto dovunque grazie alla globalizzazione e alla virtualizzazione internazionale al di là dei resistenti e rinascenti nazionalismi e separatismi 

domenica 5 giugno 2016

La consapevolezza dei ' mangiatori di cadaveri '

Pensavo stamani a un film che ho visto ieri sera al festival del cinema ambiente che si intitolava Need for meat-(Bisogno di carne ). Tratta del percorso di una madre carnivora che sospende la decisione di far mangiare la carne alla figlia, fino a quando non avrà portato a termine l'esperienza in un mattatoio compiendo tutti i passi necessari fino ad arrivare all'uccisione con le sue mani di un vitello colpendolo in un punto sulla fronte con una pistola apposita . Dopo aver concluso che l'uccisione di un'animale è una cosa importante e che per questo bisogna mangiar carne consapevolmente fa mangiare la alla  sua bambina di almeno due anni  ( che sembra in ottima salute )la prima polpetta della sua vita .In questo modo la introduce'consapevolmente'  tra i carnivori e così si mette a posto la coscienza.
 Alla fine della proiezione il consueto applauso era inframezzato da molti fischi che sicuramente provenivano da persone che hanno fatto la scelta vegetariana come me- anche se devo confessare per amore di verità non completamente, perché di tanto in tanto mangio pesce di cui non si riconosce la forma -. 
Tanti anni fa avevo un amico, poi morto tragicamente in un incidente stradale, che era conosciuto per mangiare la carne che non ricordasse la forma dell'animale, quindi solo bistecche o polpette o hamburger altrimenti si rifiutava perché gli faceva impressione - così diceva - .
 La tesi che il film vuol dimostrare è che la gente quando va al supermercato compra la carne e non sa né vuole sapere che è appartenuta ad un animale .Quindi secondo la regista del film può continuare a mangiarla basta che sappia che è appartenuta ad un animale . A me pare che tutto ciò sia quello che si chiama e non a caso una questione di lana caprina o quanto meno una  disquisizione psicologica per occidentali satolli e raziocinanti e mi viene in mente la definizione della Blavatsky, la fondatrice della società teosofica, che chiamava i carnivori mangiatori di cadaveri.
. Figuriamoci poi a quel tempo, cioè all'inizio del XX secolo,in cui non esistevano certo gli allevamenti intensivi  degli animali. E' vero comunque che sempre  di cadaveri si tratta che siano allevati bene o non .Trattasi comunque e sempre di falsa coscienza e ben poche persone facoltose si possono permettere la carne 'doc' sapendo da dove arriva, mentre quello che passa il convento per milioni di persone sono i cadaveri degli animali che sono nati cresciuti e riempiti di ormoni e di antibiotici per diventare carne da macello. Basterebbe far vedere in T.V uno di questi allevamenti cosiddetti intensivi di polli di maiali o di vitelli per dieci minuti alla settimana anche in modo subliminale, che sfido chiunque a insistere a mangiare carne perché non ne può fare a meno. Questo di fatto non succederà mai, perché ci sono troppi interessi coinvolti come in tutte le questioni agroalimentari delle multinazionali del cibo . E mi riferisco con questo al ruolo fondamentale che invece può avere un consumo parco e consapevole del cibo da dovunque provenga - come nel  blog precedente ho mostrato. Una soluzione comunque  la regista del film la fa intravedere, senza a mio parere dargli importanza dovuta, e cioè  quando intervista il personale di un laboratorio in cui si fa la ricerca per la carne artificiale. Ma questa è un'altra storia e se tanto mi da tanto fino a ché il sistema economico non cambia, diventerebbe un'ulteriore occasione di profitti per le solite multinazionali del cibo.  






  

mercoledì 1 giugno 2016

Ho staccato stamani dal muro della mia cucina
questo poster alle cui indicazioni cerco di attenermi rigorosamente . Qualcuno che mi conosce dagli anni '70 potrebbe pensare a una sorta di conversione . Non è così . Non a caso in questo manifestino c'è la parola rivoluzione (cui ora preferisco rievoluzione) Negli anni '70 tra i partecipanti ai movimenti politici che volevano cambiare il mondo c'erano due atteggiamenti contrapposti : coloro che sostenevano che finché non si era fatta la rivoluzione non si poteva cambiare niente della nostra quotidianità-i militanti leninisti - e coloro che sostenevano che occorre cominciare da sé .In particolare il movimento degli hippies già allora conveniva con Gandhi -sii il movimento che vuoi vedere nel mondo. Non ho seguito il movimento degli hippies, scegliendo fin dall'inizio un percorso militante anche se all'interno dei gruppi attraversati -con il mio consueto spirito nomade -conducevo delle battaglie alla donchisciotte portando avanti il tema della coerenza e dell'esempio.
Fatta questa premessa allego per intero il poster che sta nella mia cucina .
    

martedì 31 maggio 2016

Viaggio in Sicilia - o delle aspettative disattese -e della perdita del senso comunitario - o della globalizzazione e della presenza della 'piovra '.

Mai avere aspettative : è una massima da applicare specie quando ci si mette in cammino per arrivare da un posto ad un altro. Nuovamente mi accorgo che sono cascata in questa onnipresente trappola, prefigurando il mio viaggio in Sicilia.L'intenzione si era delineata in seguito all'incontro con Michele di Palermo durante un incontro alla Brama Kumaris di Gubbio  . Michele vive a Palermo e, oltre che avere una società dal nome invitante di Colori di luce, è  un palermitano doc nel senso della conoscenza approfondita della sua città. Ci siamo sentiti alcune volte per telefono e mi sembrava che ci fosse l'interesse per una conferenza così formulata : 

L'incontro si svolgerà in due serate rispettivamente :
Prima serata : due ore . Nella prima parte in sintesi si presenteranno le tematiche esposte nei seguenti testi :
David Kaiser Come gli hippie hanno salvato la fisica .
Fijot Capra Il tao della fisica
Nella seconda parte proiezione di un video dal titolo : L'attivista quantico
Seconda serata :Presentazione della tecnica EFT e incontri individuali per l'approfondimento e la personalizzazione della tecnica .

Il carteggio iniziato sei mesi prima stava arrivando a conclusione e finalmente è stata fissata la data del 6 maggio . Tempo sufficiente per crearmi delle proiezioni su come sarebbe stato interessante rivedere la città che avevo visitato vent'anni prima in poco più che mezza giornata, con una persona che la conosce bene,quando si è presentato  il primo ostacolo nella locandina inviata a Michele che non riuscendo a intervenire per diffonderla, dopo vari tentativi, si è spazientito e mi ha mandato una mail in cui mi comunicava che se non avevo comprato il biglietto forse era meglio rimandare. Nell'altra grande isola italiana , la Sardegna , quasi mezzo lustro fa una anziana signora mi aveva insegnato un  proverbio così formulato: Ogni impedimento è un avvertimento . Ma certi avvertimenti sono come i consigli non richiesti: non gli si da retta . Il biglietto l'avevo comprato e così con la speranza di poter trasmettere a qualcuno la tecnica dell'EFT, di avere un accompagnatore per vedere Palermo e di presentare il libro di poesie con una delle coautrici che vive a Modica ( dove vive una sorella che non vedo da anni ) son partita ugualmente. Ma una volta arrivata ho velocemente realizzato che il giorno dopo  non solo non avrei fatto la conferenza, ma Michele non era disponibile a dedicarmi qualche ora del suo tempo per farmi da cicerone nella sua città natale E dunque mal me ne incolse chè ho trascorso le 48 ore preventivate a Palermo nella sede dell'associazione generosamente lasciatemi a disposizione dal sopraddetto Michele. Dove peraltro ho partecipato gratuitamente a un incontro di biodanza egregiamente condotto da una giovane e simpatica formatrice  e a una sessione di ginnastica posturale guidata da un esperto insegnante . Grasso che cola ! oltre a ciò ho constatato di persona che ormai dappertutto con cifre del tutto abbordabili è possibile fare pratiche biopsichiche  che 'ti fanno star bene ' .Il business del benessere infatti, oltre a funzionare economicamente, fornisce a persone di tutte le età strumenti per migliorarsi e stare meglio .
Passate alle bene meglio le due giornate previste, dopo aver dormito sul pavimento con un tattami adatto ad altre età che non la mia, l'indomani mattina ho incontrato Marilena,  una gentile giovane donna interessata all'apprendimento della tecnica per liberarsi dalle emozioni negative (EFT). Dopo i due giorni di autoreclusione nella sede del 'benessere ',Marilena si è offerta di accompagnarmi alla fermata dell'autobus per Modica e sulla via ci siamo fermate a visitare la basilica dello Spasimo,un edificio dell'antica Palermo che dal 1855 al 1985 è stato usato come ospizio per i poveri  e dopo il restauro è stato riaperto alla cittadinanza e ai turisti in genere di cui non mi sento mai parte e anche se decido di esserlo trovo sempre ostacoli di ogni genere . Ma con l'accompagnamento di Marilena per qualche ora sono riuscita a farlo . 

Finita la visita guidata da una signora palermitana entusiasta per l'avvenuto restauro,nel tratto che conduce alla fermata, dentro il  giardino di una villa, Marilena mi ha fatto notare una pianta che ho subito riconosciuto come l'albero del Banyan,


  che pensavo fosse soltanto presente in Asia.        
            Banyan in India 

Questo sorprendente ritrovamento faceva prefigurare quanto sarebbe stata interessante una visita al giardino botanico . Ma ormai il biglietto era fatto e l'ospitalità finita. Dopo essere salita sull'autobus, con una luce che pensavo fosse soltanto consueta in quel del nord,è incominciata l'immersione in un paesaggio  desolato in cui si scorgono reperti di archeologia industriale con numerosi cartelli di Vendesi e Affittasi in una natura  impervia e senza vegetazione , campi incolti e rocce scoscese . Solo di tanto in tanto qualche distesa di grano e nessun animale ,pecora o mucca che fosse  .' Dov'è la Sicilia granaio d'Europa ,la Sicilia descritta da Goethe che sicuramente anche all'epoca non era mai passato da queste  parti?' -mi chiedevo in preda allo sconforto guardando la pioggia che  cadeva senza sosta ,fino a quando non siamo arrivati alle porte di Caltanissetta che certo tra le città siciliane non è tra le più visitate  dai turisti. Da Catania si discende verso la piana di Noto e finalmente l'autobus è giunto  a destinazione davanti ad un bar  molto simile a quelli che si incontrano sulle autostrade di molti 'non luoghi ' .  Lì ad attendermi c'era  Sofia, con la quale per telefono avevamo combinato di presentare il libro in cui sono state  pubblicate le nostre poesie . Appena giungiamo nella casa dell'ospite la prima cosa che mi colpisce è un televisore di quasi un metro di larghezza che non so a quanti pollici corrisponda, davanti  al quale stava seduta Martina,la figlia di Sofia, con in mano l'immancabile cellulare. 
 Il libro di cui sopra si intitola Sulano, il cui significato non ho ben compreso, ed è una raccolta di poesie di autori e autrici di varia provenienza .Nel leggerlo ero rimasta colpita dal fatto che Sofia fa la parrucchiera a Modica, dove abita Marisa ,la sorella che non incontro da diversi anni per sua decisione.Nella speranza di incontrarla per rompere il muro che nel frattempo si è alzato tra di noi,mi sono accordata per la presentazione del libro in un'associazione di Mutuo soccorso locale .Son passati ventisei anni dalla caduta del muro di Berlino e da allora assistiamo a continue costruzioni di muri,simboli materializzati di una società in cui i rapporti sono sempre più  virtuali, ma sempre meno reali . 



In questi stessi anni si è sempre più delineata una concezione, che ho fatto mia, che si configura nelle parole di Gandhi " Sii il movimento che vuoi vedere nel mondo " Cominciare da sé  ... Così mi sono detta
' fosse mai che Marisa  non venga alla presentazione e finalmente ci rivediamo .' Aspettative, sempre aspettative... Ciò premesso, a parte ogni altra considerazione sono stata accolta  e generosamente  ospitata nella camera del figlio di Sofia  che fa il politecnico a Torino e la mattina dopo la segreta speranza e- o aspettativa  di poter visitare Modica in compagnia si è subito dissolta perché la mia ospite doveva assistere una suocera gravemente malata all'ospedale .Così, considerato il tempo poco favorevole, ho deciso di dedicare la mattinata a dare un occhiata ai dintorni della casa ospitale . Esco e guardandomi intorno vedo una serie di case costruite senza criterio alcuno di centri comuni, ma allineate su strade senza marciapiedi : ' non luoghi' che potrebbero essere dovunque. Pur essendo domenica mattina non c'era anima viva che camminava sulle strade . Solo auto che apparivano e scomparivano sfreccianti i cui guidatori mi guardavano incuriositi. L'avevo letto sul testo di Lewis Mumford"le città nella storia" pubblicato nel 1950, ispiratore dei miei viaggi metropolitani ,che in quegli anni già nessuno camminava a piedi nelle periferie delle città americane e se qualcuno  lo faceva veniva preso per un vagabondo e fermato dalla polizia locale .Mi avvio verso una strada di maggiore traffico e vedo solo negozi chiusi non solo per la festività ma per 'crisi'. Persino una panetteria .





 Qualche villa abbandonata 

Nella speranza di trovare un bar in cui rifocillarmi ho preso una strada in salita  dove tra una costruzione e l'altra mi sono accorta che c'era pezzo di terra in cui si intravedeva un tipico muretto a secco siciliano, circondato da fichi d'India e un albero di ciliege: un autentico residuato della campagna sicula . Lì c'era un signore che stava curando i fiori e ,con il pretesto di chiedergli se sapeva di un bar nelle vicinanze, mi sono soffermata a parlare con lui per  sapere qualcosa di più del posto in cui mi trovavo .
" Tutte queste case sono state costruite dalla fine degli anni 70 che prima d'allora qui era aperta campagna . Io sono riuscito a mantenere questo pezzo di terra a fatica perché il comune mi aveva chiesto di cederglielo . Per prima cosa faceva comodo a me, ma poi sapevo bene che se così facevo, con gli intrallazzi che ci sono in questo paese, dopo un pò ci avrebbero costruito un altro edificio. Aprono invece continuamente supermercati . Qui in zona ce ne sono addirittura 15 ( di qui la crisi e la chiusura dei negozi ) ." Queste  sono le preziose informazioni fornitami dal gentile signore che si è presentato come un preside in pensione con cui mi sono sentita subito in sintonia, che ne avevo proprio bisogno . 
L'indomani, giorno della presentazione del libro, al mattino decido di andare a visitare il famoso centro storico di Modica che" nel 2002 è stata inclusa insieme con la Val di Noto nella lista dei patrimoni dell'umanità dall'Unesco ." Modica  così descritta da Gesualdo Bufalino :" un teatro era il paese ,un proscenio di pietre rosa ,una festa di mirabilia .. non finirei mai di parlarne ,di ritornare a specchiarmi in un così tenero miraggio di lontananze ."
 Non avevo letto Bufalino in precedenza ma già avevo sentito parlare dell'architettura barocca e della bellezza scenografica della stessa . Quanto al colore rosa non l'ho comunque visto perché la giornata era piuttosto grigia . Non avendo a disposizione che qualche ora, Sofia mi aveva consigliato di prendere il trenino per i turisti per visitare il centro storico perché le strade sono tutte in salita.E così ho fatto. E mal me ne incolse . Appena salita su detto trenino chiamato Barocco una stentorea voce  femminile accompagnata da muzaK ( così si chiama la musica dei supermercati e dei luoghi di spettacolo )a volume altissimo, presentava i vari monumenti barocchi compreso il duomo di S. Giorgo di cui si legge quanto segue : 'la valutazioni degli storici dell'architettura lo annovera tre le più significative opere del barocco Europeo .' Effettivamente la facciata barocca e l'imponente scalinata fanno una certa  un'impressione  e a quel punto avevo deciso di scendere dal trenino vociante per entrare a visitare il plurielogiato edificio, ma purtroppo era chiuso e così ,tappandomi le orecchie, mi sono fatta trasportare fino alla fine della salita nel punto più alto del paese davanti alla chiesa di S. Giovanni . E lì dopo essere scesa dal trenino( per turisti che si accontentano di fare il giro e poi hanno visto quanto gli bastava per dire che ci sono stati),siccome la chiesa era aperta sono entrata a visitarla . I colori dominanti dell'edificio sono il bianco e l'azzurro e la volta, priva delle usuali pitture barocche ( che secondo lo scopo per cui sono state  fatte in epoca di controriforma devono incutere rispetto e venerazione )è affascinante  .Così la fotografo.


Non dopo averla ammirata per un pò che sempre più mi noto persone che prima ancora di guardare fotografano.  
Percorsa la scalinata antistante ,proseguo in discesa verso Modica bassa e mi metto alla ricerca dei vicoli abitati dalle persone incontrando solo una vecchina con l'usuale sediolina sopra la quale un tempo nei paesi si sedevano le donne fuori dell'uscio a parlare e a sferruzzare . Oltre che nessuna seggiolina non si vede anima viva e così, rassegnata, mi avvio verso le stradone principale , usato dalle auto. Poco prima di imboccarlo mi sono trovata davanti a un balcone in cui campeggiava una bandiera giallo rossa. Sulla ringhiera esterna a destra c'era rappresentata una piovra, archetipo della mafia,su quella antistante  questo drappo: 



e sul muro appena sotto il balcone che ti vedo ?



 una gettata di vernice rossa che sicuramente non era stata buttata lì a caso, ma come chiaro segnale intimidatorio . 
Così di cammino in cammino e di sorpresa in sorpresa è giunta l'ora della presentazione alla società di mutuo soccorso. Con Sofia e la figlia Martina andiamo a prendere la madre che vive al terzo piano di una delle tante nuove case costruite negli anni '70. Una donna anziana con un fisionomia di siciliana doc che ci offre subito dei biscotti fatti in casa e confidenzialmente  inizia a parlarmi . prendendo un telefonino in mano " Io questi non li posso sopportare" 
"Mamma  -replica Sofia - se non ci fossero questi non ci potresti chiamare a tutte le ore come fai.." 
"Deve sapere - continua lei - che ho cinque figli, ma io lo stesso mi sento sola perché loro vengono sì vengono, ma per una cosa e per l'altra devono sempre scappare - pensi che quando negli anni 60 abitavamo  nel centro storico eravamo cinque in una stanza ma col bel tempo( che allora c'era sempre ma anche questo è cambiato ) noi donne  stavamo sempre sedute fuori a parlare e a cucire o a ricamare  ...
 "E i vicini come sono i vicini?"  le chiedo 
"Cosa vuole con i vicini buongiorno e buonasera ed è già tanto. "
E' giunta l'ora dell'appuntamento è insieme con l'auto ci rechiamo all'associazione che si trova nella Modica bassa . Lì davanti assisto ad una scena questa sì consueta nell'iconografia siciliana : fuori all'ingresso cappanelli di soli uomini che parlano. Speriamo che non sia così anche dentro - penso . In effetti dopo circa mezz'ora di patema in cui la sala era  rimasta quasi vuota sono arrivate alla spicciolata una trentina di persone. Le donne presenti oltre le presentatrici, la madre e la figlia di Sofia  erano solo quattro. Compresa mia sorella ? Fino all'ultimo ho sperato di vederla sbucare dal fondo della sala, ma invano. 
Dopo le presentazioni di rito ha iniziato  un gruppo musicale con una brava cantante che cantava canzoni locali  tradizionali e un comico che ha letto brani in siciliano . Che ci faccio io qui?- mi sono chiesta, ma forse avrei dovuto pensarci prima quando mi era stato detto che si trattava di una società di mutuo soccorso ,che fin dalla loro fondazione nella seconda metà del XIX secolo si sono caratterizzate per aiutare i lavoratori a darsi un primo apparato di difesa per sopperire alle carenze dello stato sociale , che più che locale non poteva essere. L'internazionalismo si diffonde molto più tardi . Nonostante quel contesto tra le altre leggo una mia poesia intitolata :
La nostra terra che riporto qui di seguito :
      Questa terra
nel cui cielo di un buio profondo
si scorgono i bagliori dei missili e non le stelle,
Questa terra
dove uomini e donne a lume di candela
si tengono per mano,
sfidando le bombe sui ponti della Sava,
Questa terra
dove un bambino cresciuto troppo in fretta
muore lottando contro gli aguzzini pachistani
Questa terra
in cui le madri argentine da vent’anni
vanno in piazza a gridare forte che:
l’unica lotta che si perde
è quella che si abbandona,
Questa terra
è la Nostra terra.
e che a onor del vero è stata applaudita. L'indomani a Sofia, che mi ha accompagnato all'autobus per l'aeroporto, ho chiesto che mi tenesse informata sulle eventuali recensioni della presentazione .Dopo due giorni leggo riportato su Facebook il seguente commento :
Bella, intensa e partecipata serata di poesia ieri alla Carlo Papa di Modica, dove la nostra veramente brava Sofia Ruta e la veterana Giancarla Ceppi, ligure di nascita e piemontese di adozione hanno presentato Soulano, libro a più mani di poesie.
La serata è stata condotta con grazia ed eleganza da Enza Giurdanella, scrittrice e poetessa emergente già affermatasi in parecchi concorsi di prosa e di poesia anche a livello regionale, che inoltre, con una magistrale interpretazione, ha saputo rendere coinvolgente e particolarmente sentita la lettura di alcuni brani; di sicuro effetto anche la lettura di quelle poesie in cui è stata affiancata dalla brava autrice Sofia Ruta.
Sfido chiunque a trovare qualche riferimen-
to alla scrivente che non sia 
il luogo di nascita( sottolineo non 
siciliano)  o l'aggettivo'vetusta' 
che senza altre aggiunte suona solo come 
in là negli anni . 

P.S o della longa manus di Goethe 


Sull'autobus mi sono seduta nella stessa fila di una signora alta di statura che avevo notato nell'attesa e che appena si parte inizia a scrivere su un quaderno,gesto inequivocabile che mi suggerisce di domandarle se fa la scrittrice . 

" Si faccio la scrittrice e non sono italiana sono tedesca , però abito qui nella pianura di Noto dove ho comprato una casa ristrutturata con una masseria insieme a mio marito e a mio figlio. Mio figlio va a scuola a Noto ed è contento . D'altra parte l'abbiamo deciso insieme .Siamo qui da più di tre anni e siamo nel posto ideale che avevo sempre sognato . Quando ho bisogno di qualcuno le persone accorrono ad aiutarci e anche se non c'è particolare bisogno perché la casa è proprio bella . E' stata ristrutturata egregiamente e dal terrazzo si vede il mare ...

giovedì 21 aprile 2016




La mia vita si è contraddistinta per andare controcorrente e per il lavoro sui condizionamenti . Ma  questo non significa non essere consapevoli di quello che succede nel mondo. La mia iniziativa per ora  non riuscita di apertura delle casa per andare al di là delle virtualità dei rapporti,non tiene conto che non basta un atto di volontà per cambiare le tendenze . E dunque per ora considero il mio tentativo non riuscito dal momento che i partecipanti sicuri a un giorno dall'evento sono due . A la proxième.  

Questo era l'evento 


Un incontro conviviale una volta al mese
Convivium platonico 
Convivialità auspicata da Ivan Ilic 
Rievoluzione umana 

Sentiamo il bisogno di recuperare la parola guardandosi negli occhi e dopo aver dialogato e condiviso le reciproche e contingenti problematiche,sperimentato tecniche energetiche,sedersi attorno a un tavolo e gustare cibi per la conoscenza dei diversi paesi e culture e per la nostra salute .
A tal fine Giancarla apre la propria casa ogni terzo venerdì del mese dalle ore 19 in poi . 
Il primo appuntamento sarà venerdì 22 aprile 
A ben incontrarci .

Il primo incontro sarà su tema indiano . Contributo : da 8 euro 
Se possibile avvisare entro il giorno prima

domenica 3 aprile 2016



L'ho ricevuta da Zen in the city e se è proprio lui Charlie Chaplin , che l'ha scritta, mi conferma la mia intuizione che il genio multiforme ha veri e propri momenti di illuminazione 


Quando ho cominciato ad amarmi
Charlie Chaplin

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare,
mi sono reso conto che il dolore e la sofferenza emotiva
servivano a ricordarmi che stavo vivendo in contrasto con i miei valori.
Oggi so che questa si chiama autenticità.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare,
ho capito quanto fosse offensivo voler imporre a qualcun altro i miei desideri,
pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta,
anche se quella persona ero io.
Oggi so che questo si chiama rispetto.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare,
ho smesso di desiderare una vita diversa
e ho compreso che le sfide che stavo affrontando erano un invito a migliorarmi.
Oggi so che questa si chiama maturità.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare,
ho capito che in ogni circostanza ero al posto giusto e al momento giusto
e che tutto ciò che mi accadeva aveva un preciso significato.
Da allora ho imparato ad essere sereno.
Oggi so che questa si chiama fiducia in sé stessi.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare,
non ho più rinunciato al mio tempo libero
e ho smesso di fantasticare troppo su grandiosi progetti futuri.
Oggi faccio solo ciò che mi procura gioia e felicità,
ciò che mi appassiona e mi rende allegro, e lo faccio a modo mio, rispettando i miei tempi.
Oggi so che questa si chiama semplicità.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare,
mi sono liberato di tutto ciò che metteva a rischio la mia salute: cibi, persone, oggetti,
situazioni
e qualsiasi cosa che mi trascinasse verso il basso allontanandomi da me stesso.
All’inizio lo chiamavo “sano egoismo”, ma
oggi so che questo si chiama amor proprio.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare,
ho smesso di voler avere sempre ragione.
E cosi facendo ho commesso meno errori.
Oggi so che questa si chiama umiltà.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare,
mi sono rifiutato di continuare a vivere nel passato
o di preoccuparmi del futuro.
Oggi ho imparato a vivere nel momento presente, l’unico istante che davvero conta.
Oggi so che questo si chiama benessere.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare,
mi sono reso conto che il mio Pensiero può
rendermi miserabile e malato.
Ma quando ho imparato a farlo dialogare con il mio cuore,
l’intelletto è diventato il mio migliore alleato.
Oggi so che questa si chiama saggezza.

Non dobbiamo temere i contrasti, i conflitti e
i problemi che abbiamo con noi stessi e con gli altri
perché perfino le stelle, a volte, si scontrano fra loro dando origine a nuovi mondi.
Oggi so che questa si chiama vita.

mercoledì 16 marzo 2016

La virtualità invadente

Cartesio asseriva : Penso dunque sono

La versione corretta dallo zen : Penso dunque non sono qui 

La versione  da me coniata : Sono connesso dunque sono 

Questa è la sensazione che ormai ci pervade quando sui mezzi pubblici, nei ristoranti , per la strada incontriamo bambini,ragazzi e adulti che quando camminano tengono in mano il loro portatile  - e in questo caso è giusto dire a portata di mano - e cercano affannosamente posti a sedere per poter interagire con quello che da mezzo elettronico sta diventando un fine . Un pò per tutti noi che siamo coinvolti e che se dimentichiamo il cellulare a casa ci sembra di non avere una gamba, ma soprattutto per le nuove generazioni con limiti di età sempre più bassi, grazie alla complicità dei genitori che pur di far star tranquillo il loro pargolo glielo mettono in mano anche quando sono in carrozzella . Così il cellulare acquisisce la stessa funzione che una volta aveva la T.V con una invadenza molto maggiore. Dovremmo chiedere aiuto al nostro Mac Luhan per una nuova definizione oltre quella di mezzo caldo o freddo . Forse si potrebbe dire scottante . O no ?
Comunque sia ed è occorre tener conto di questa nuova realtà che si può constatare per ogni dove . Ma certamente non abbiamo bisogno che la pubblicità enfatizzi il tutto per portare avanti i suoi fini mercificanti . Tempo addietro in tutta la città apparivano pubblicità come questa qui sotto riprodotta . Bambini di tutte le stature appunto in mezzo al verde che non si guardano più in giro quando sono sui mezzi pubblici o sulle auto dei genitori ...
Certo bisogna stare attenti a demonizzare la realtà ma l'errore contrario è quello di accettarla così com'è , nonostante i disagi e il senso di alienazione che apporta . Perché forse così facendo  non ci si aliena dalla natura e  da tutto ciò che ci circonda come le persone i nostri vicini di casa( che già da tempo sono alienati) i nostri vicini di autobus o di tavola ( anche in tavole famigliari in cui ognuno comunica con un altro da un'altra parte, con il suo smartphone  o lo  tira fuori per mostrare fotografie e compagnia cantante ) ?. Mi si può obiettare che tutta questa realtà dell'alienazione era già presente prima dell'introduzione massiccia dei mezzi elettronici . E che in realtà (virtuale)in  Facebook ormai è diventato un modo per riprendere contatti con persone che da tempo non vedevamo o addirittura darci notizia della morte di qualcuno di cui altrimenti non avremmo saputo . Ma di quali contatti si tratta se non fuggitivi anche se talvolta sia pure emotivi, sottolineati dalle faccine sempre più variegate che son state introdotte ? Quello che comunque domina è la solitudine del singolo che si deve accontentare di un interazione virtuale . Meglio quello che niente. Ma la nostra generazione -parlo per gli ultrasessantenni che ha avuto la fortuna di partecipare a forme di socialità ora scomparse -non si può accontentare e comunque occorre saper dare delle alternative efficaci per non incorrere nella virtualità totalizzante . Uno dei modi è sviluppare la personale creatività fin da piccoli e recuperare la sensualità-sottolineo sensi -  e per la socialità ancora una volta l'esempio ci viene dagli Stati Uniti e precisamente da New York ,  dove sui terrazzi e gli ultimi piani dei grattacieli le persone si danno appuntamento per party o incontri con l'ordine tassativo di lasciar fuori e-o spenti i loro devises elettronici . Occorre anche qui farsi promotori di situazioni analoghe e per dare il buon esempio aprirò una volta al mese la mia casa per incontri che chiamerò Convivium comprendenti cene etniche e o salutari con dialoghi e indicazioni su temi attuali e di riflessione sociale ed esistenziale.